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Ultima modifica: Giovedì 14 marzo 2019

 

Speciale Salone di Ginevra 07-17 marzo 2019


ABARTH 595 esseesse 


 

Correva l’anno 1964 quando le SS, per iscritto, comparvero per la prima volta sullo Scorpione, per poi riprendere vita nel 2008 con la nuova 500 da cui prende spunto l’attuale “595 esseesse” che raggiunge sempre dal 1.4 a benzina sovralimentato a 16 valvole, la bellezza di 180 cavalli, il top per potenza oggi disponibile. Tutto è concepito al massimo piacere di guida, con prestazioni da top car e assetto degno da vettura da circuito. Un oggetto prezioso da ammirare anche da ferma, in particolar modo con il motore acceso, anche al minimo, grazie all’impianto di scarico “Abarth by Akrapovic”, dal sound da batticuore. Impianto freni della Brembo, maggiorato e ottimizzato per le alte prestazioni, filtro d’aria della “BMC” e sospensioni posteriori specifiche della “Koni”, cerchi in lega Supersport da 17 pollici con il trattamento Bianco Racing.

 

 

 Abarth 595 esseesse

 

Abarth 595 esseesse

 


 

 

 Abarth 595 esseesse

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ABARTH 124 Rally" Tribute" 


 

La 124 Rally questo anno dovrà difendere il titolo della Coppa FIA R-GT. In tutto ha conquistato ben 40 volte il podio più alto nelle dozzina di campionati che ha affrontato in Europa. Per celebrare la sua stagione vittoriosa, al Salone di Ginevra è stata presentata la “124 Rally Tribute” che non a caso sarà a tiratura limitata di soli 124 pezzi da collezione, firmati con targhetta numerica ciascuno. Il top oggi disponibile nella perstigiosa casa Abarth. Sinuosità delle linee che celano, ma non troppo muscoli pronti a scattare con una dotazione tecnica e non solo di primissimo livello. Immancabile il differenziale autobloccante meccanico ed una cura del rapporto peso potenza da far invidia alle vetture da gara. Sembrano pochi i 170 cavalli sprigionati da sul 1.4 Turbo MultiAir, ovviamente rispettoso delle nuove e severissime norme antinquinamento Euro 6D, ma considerando un peso di appena 1060 kg, emerge che ogni singolo cavallo deve spingere solamente 6,2 chili. Ecco dove arrivano i 232 km/h di velocità massima e gli scatti brucianti che si manifestano con i 6,8 secondi necessari per raggiungere i 100 orari partendo da fermi con il cambio manuale a sei rapporti. Impianto di scarico Record Monza che è vera sinfonia per gli amanti delle auto e non solo. Due sono le varianti cromatiche, ovvero Rosso Costa Brava e Bianco Turini, in entrambi i casi con il cofano motore nero con trattamento opaco, altro “tributo” alle 124 Rally antesignana che utilizzava questa tecnica di vernice per annullare o quanto meno ridurre i riflessi dei raggi solari durante le gare diurne verso il pilota. Ma non si vive di solo pista, quindi ecco sedili riscaldati in pelle, il Kit in Alcantara, i tappetini Abarth e il Pack Radio Plus con infotainment integrato, gestibile attraverso una manopola ergonomica e intuitiva sul tunnel centrale con schermo touchscreen a colori da 7 pollici, sintonizzatore digitale DAB, due prese USB, ingresso AUX e collegamento Bluetooth, il tutto farcito da impianto audio Hi-Fi Bose con 9 altoparlanti di cui 4 integrati nei poggiatesta. Per i calori un ottimo climatizzatore automatico. Si può anche ordinare con l’hard top in fibra di carbonio, che la fa più apparire una coupé che non una spider.

 

 

 

 

Abarth 124 Rally Tribute

 

Abarth 124 Rally Tribute

 


 

Abarth 124 Rally Tribute

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ALFA Tonale " Concept " 


 

E’ così bella che il fatto che sia il primo suv compatto della storica casa sportiva Alfa Romeo e soprattutto la prima vettura concepita di base anche per un’alimentazione alternativa elettrica, sono aspetti che passano in secondo piano. Le vetture del Portello, sono nell’immaginario collettivo, rosse, veloci, potenti, divertenti da guidare sempre e comunque, ma anche e soprattutto belle e mai banali dal punto di vista estetico. Tra alti e bassi nella sua secolare storia non hanno mai tradito le attese, nemmeno quelle meno riuscite e clamorose. Se la Stelvio, che sta riscuotendo un buonissimo successo, è divenuta nel suo segmento d’appartenenza il punto di riferimento per stile, piacere di guida, qualità e design, non di meno vuole fare la sua sorellina più giovane e compatta. Anzi, è proprio nella sua categoria di compatte e medie suv che la clientela si rivolge con insistenza e la Tonale ci si butterà a capofitto con delle carte vincenti. Alfa Romeo dallo scudo anteriore sino al paraurti posteriore, qui si presenta in forma ancora di concept, ma al suo debutto, quella che troveremo presso gli autosaloni della casa milanese, non si discosterà molto, anzi. Nella Tonale si possono leggere i tratti distintivi del design storico del brand, così come il suo sviluppo negli anni prossimi a venire. La fiancata è muscolosamente elegante, fluida ma anche potente, ispirandosi in parte alla famosa Duetto spider o alla bellissima GT Junior. Due macchine basse filanti, sportive e veloci in una suv da famiglia, dove l’anima del gattone acquattato pronto a scattare domina su tutto. Immancabile il frontale con il leggendario “Trilobo” con alcentro in grande mostra lo scudetto cromato Alfa Romeo, che a differenza della berlina Giulia e suv Stelvio è chiuso in alto e non semplicemente a “V”. La scelta della fanaleria richiama la coupè/spider degli anni ottanta “SZ/RZ” e la stessa più moderna del nuovo millennio, la coupè “Brera”. Gli stessi fanali posteriori richiamano con la linea continua la celeberrima berlina di tre decenni fa “164”, riletta in chiave tecnologica moderna. Entrando in abitacolo si respira l’aria più pura della tradizione sportiva del marchio milanese. Tutto ruota attorno al conducente per avvolgerlo , in pieno comfort, per renderlo un tutt’uno con la vettura e permettergli di gustare ogni chilometro come se fosse un pilota. Non è una questione di quanto si va veloci, ma di quanto si controlli la macchina in ogni circostanza e frangente di guida, quanto sia facile e al tempo stesso sicuro. Modernità tecnologica anche nell’abitacolo, come ci si aspetta, che esalta ancor di più il volante dalla foggia storica che richiama quelli degli anni settanta, ma anche cinquanta se non degli albori del brand. Alluminio e pelle, oltre che la calda Alcantara si sposano a meraviglia e fanno quasi passare in secondo piano quelle soluzioni luminose tanto care ai prototipi, tranne il manettino, oramai divenuto un marchio di fabbrica, DNA, posto in bella vista sul tunnel centrale. La connessione è totale, semplice e intuitiva, con la possibilità di rimanere costantemente aggiornati con le iniziative del Mondo Alfa Romeo e dei suoi club. La grande differenza rispetto a tutte le Alfa Romeo viste sino ad oggi, è che la nuovissima Tonale, sarà la prima concepita per l’elettrificazione della propulsione. In quest’ottica il DNA non solo è concepito per il massimo piacere di guida sportivo, ma anche per la ricerca del più alto grado di ottimizzazione delle risorse energetiche e quindi dell’efficienza. Si passa dal settaggio “Dynamic” raggiungendo il top nella funzione “Dual Power” dove i due motori sprigioneranno tutta la loro cattiveria, passando in una fase equilibrata definita “Natural”, per arrivare alla modalità “Advance Efficiency” per ottenere appunto, il massimo della resa energetica. In più vi è il livello “Advance E”, per un uso prettamente elettrico. La propulsione, elettrica, per inciso è posteriore ed è orientata di base, per incrementare ulteriormente la soddisfazione di guida, nel rispetto del significato del brand. Dopo il passo dello Stelvio, ecco il passo del Tonale. Le curve delle montagne innevate parlano di Alfa Romeo.

 

 

 

 

Alfa Tonale

 

Alfa Tonale

 

 


 

 

Alfa Tonale

 

 


 

  

Alfa Tonale

 

 


 

 

Alfa Tonale

 

 

 

 

 

 

 

ALFA Giulia e Stelvio "Quadrifoglio Racing" 


 

 

Giulia e Stelvio 2.9i V6 Biturbo da oltre 500 cavalli con il loro “Quadrifoglio” come gradi sulle spalline, sono divenute nell’immaginario collettivo delle vere e proprie top car e fanno battere i cuori e girare la testa come i gioielli di Maranello. Ma se tutto ciò non bastasse ecco le “Quadrifoglio Racing”. A distinguerle esteticamente ma anche dal punto di vista tecnico l’Aero kit nel nobile carbonio derivato da studi in simbiosi con il settore ingegneristico della Sauber. Un omaggio per la tradizione in gara della casa del Portello e un tributo ad Antonio Giovinazzi, che rappresenta, con orgoglio, il ritorno di un pilota di Formula 1 nazionale, oltre al veterano di mille battaglie, oltre che Campione del Mondo con la Ferrari Kimi Raikkonen. Praticamente una “Quadrifoglio” da pista, assettata e con aerodinamica affinata per una guida tra i cordoli ancor più incisiva, senza scordare che tanto la berlina quanto la suv sono state record car sullo storico tracciato del Nurburgring. In queste due edizioni a tiratura limita, che diverranno senz’altro pezzi da collezione, si è lavorato oltre che sulle sospensioni e aerodinamica, anche sul rapporto peso potenza che rimane sempre un elemento chiave per una sportiva. Ebbene si è lavorato in tutte e due le direzioni. In primis diminuendo i chili sulla bilancia, quasi 30 kg, attraverso interventi mirati come l’aumento di componenti in carbonio, tra dettagli esterni, sedili, freni, oppure l’impianto di scarico in titanio. Affinamenti al propulsore hanno fatto guadagnare altri 10 cavalli di potenza più una manciata di Nm in favore di coppia. Un grosso limite di questi due gioielli da pista è che potranno essere solo venti i loro proprietari, suddivisi equamente tra berlina e suv. Il numero non è stato preso a caso, ma in onore dei 10 campionati del Mondo di Formula 1conquistati dall’Alfa Romeo. Infatti più che un numero per identificare la singola vettura ad edizione limitata vi è uno dei tracciati dove si è imposta la monoposto della casa con l’anno della vittoria.

   

 

 

 

Alfa Giulia Stelvio Quadrifoglio Racing

 

Alfa Giulia e Stelvio Quadrifoglio Racing

 


 

 

Alfa Giulia Stelvio Quadrifoglio Racing

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ALFA Giulia e Stelvio "Veloce Ti" 


 

 

Turismo Internazionale”, questa è una delle firme più storiche e gagliarde della casa milanese, quasi alla pari di “GTA” o “Quadrifoglio”. Una macchina del Biscione è già di per sé un prodotto d’elite e particolare, ma quando si pregia di una firma come questa, è senza dubbio qualcosa di più coinvolgente e unico. A parte la V6 sovralimentata da 510 cavalli, le “Ti” di Stelvio e Giulia sono spinte dai propulsori più performanti. Ma non è solo questione di cavalleria e decimi di secondo rubati in accelerazione, qui si parla di dettagli che elevano ulteriormente il piacere di avere tra le mani una vettura milanese. Il carbonio, esteticamente conferisce grinta, ma il suo scopo primario è di ridurre il peso e lo troviamo nella calandra anteriore, o le calotte degli specchietti retrovisori esterni, così come componenti nell’abitacolo stesso. Le gradazione di colore scure imperano, come si evince dai grandi cerchi in lega da 20 pollici per la Stelvio e 19 pollici per la Giulia, i profili lucidi dei cristalli, i vetri posteriori oscurati o anche i terminali di scarico. 280 cavalli sprigionati dal 2 litri sovralimentato a benzina regalano ad entrambe le auto prestazioni da purosangue, ma la “Ti” è come se fosse il filo conduttore tra la “Veloce” e la “Quadrifoglio”.

 

 

Alfa Stelvio Ti

 

Alfa Giulia Veloce Ti

 

 


 

 

Alfa Giulia Veloce Ti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ALFA Giulietta " MY 2019 " 


 

 

Nove anni di successi e non una ruga, sia in termini stilistici che di contenuti tecnologici. La compatta media, nel suo segmento di appartenenza, ovvero il C, il più combattuto in Europa, è ancora un punto di riferimento per piacere di guida e prestazioni. La Giulietta si affina e si articola in una gamma più semplice e distintiva, dove con chiarezza si può scegliere l’abito su misura per se stessi, quello per l’animo sportivo, così come per quello lavorativo oppure da sera. In questi anni la Giulietta è cresciuta in termini qualitativi, sia per scelta di materiali che di assemblaggio. Il design è piacevolmente aggressivo rimanendo elegante e l’abitacolo, ergonomicamente ineccepibile è ampio, caldo e invita ai viaggi lunghi senza stress, come quelli mirati al divertimento. In occasione dell’aggiornamento dei motori alle nuovissime normative ambientali “euro 6D Temp”, nasce dunque la Giulietta Model Year 2019, dove i dettagli fanno la differenza, come l’affascinante nuova colorazione di carrozzeria Verde Visconti, selleria migliorata e cerchi in lega di nuova foggia. Cinque sono gli allestimenti più quello di esordio “Launch Edition”, che partendo dalla versione “Super”, già di ottimo livello, si arricchisce di accessori che insieme offrono un controvalore irrinunciabile, quali; cerchi in lega da 18' pollici diamantati, fari Bi-Xenon con Adaptive Frontlight System e DRL Led, sistema Alfa Connect 7'' by Alpine con Android Auto e Apple CarPlay, telecamera posteriore, cristalli posteriori oscurati, minigonne laterali e Black interior. Il livello base, ben dotato e dal vantaggioso prezzo di listino, è chiamato “Giulietta”. Per i professionisti dei chilometri, che vive l’auto come ampliamento del proprio ufficio, ecco l’allestimento “Business”, dove l’elegante satinato domina imperante, tra gli inserti nei paraurti, i profili dei proiettori, le maniglie delle portiere. Oltre alla griglia frontale. Equipaggiamento di primo livello che prevede il sistema di infotainment Uconnect 6,5 pollici, Radio Nav, sensori posteriori di parcheggio e cerchi in lega da 16 pollici, climatizzatore bizona, cruise control e i fari fendinebbia. In piena tradizione i bei sedili con trattamento a cannelloni centrali e logo del brand nel poggiatesta. Per i più adrenalinici immancabili la versione “Sport” dove i cerchi in lega leggera da 18 pollici sono diamantati, il profilo dei fari è con trattamento in carbonio, come scuri sono i contorni lucidi dei cristalli, oscurati posteriormente, gli specchietti retrovisori e le maniglie delle portiere. Risaltano ancor di più i profili rossi dei paraurti sportivi e l’immancabili minigonne laterali. Stesso trattamento vivace nell’abitacolo, con pedaliera, pomello cambio, freno a mano e batticalcagno in alluminio. Sedili in Alcantara e tessuto avvolgono piacevolmente gli occupanti. Per coloro che cercano classe e comfort vi è la “Super”, dove i dettagli satinati esterni prevalgono su tutto ed un equipaggiamento da ammiraglia compatta che prevede; sensori pioggia e crepuscolari, specchietto retrovisore elettrocromico, specchietti retrovisori elettrici, sensori di parcheggio anteriori e posteriori, cerchi in lega da 17 pollici oltre all’impianto di infotainment Uconnect Radio Nav 6,5 pollici. Al vertice della famiglia Giulietta vi è la “Veloce” e come da tradizione della casa lo spirito da pista prevale su tutto. Paraurti specifici grintosi e con estrattore posteriore dove emergono i doppi terminali di scarico dal diametro accresciuto, profili gialli che riprendono le grandi pinze gialle freno della Brembo. Praticamente una “Sport” all’ennesima potenza dove crescono anche le rifiniture come i bei sedili avvolgenti in pelle e Alcantara e bel poggiatesta integrato con sempre il marchio del “Biscione” ben stampato. Vi sono anche 6 Pack pre rendere tutte le possibili Giulietta ancor più pepate, o eleganti o connesse, ottenendo al contempo un ottimo ritorno come controvalore tra prezzo di acquisto e accessori inseriti. Tre i motori brillanti ed ecologici disponibili. Il benzina 1.4 sovralimentato da 120 cavalli, oltre al pari potenza diesel Multijet di 1.6 litri disponibile anche con cambio automatico TCT. Unico cambio disponibile per il potente Multijet 2.0 da 170 cavalli.

 

 

 

Alfa Giulietta MY 19

 

Alfa Giulietta MY 2019

 


 

 

Alfa Giulietta MY 2019

 

 

 


 

 

 

Alfa Giulietta MY 19

 

 

 

 

 

 

 

FERRARI F8 " Tributo "


 

Dopo tre anni e mezzo di successo, la “compatta a 8 cilindri” di Maranello va in pensione. Compatta per modo di dire visti gli oltre 4 metri e mezzo di lunghezza e i 670 cavalli a disposizione, ma si sa che ciò che è grande in un contesto, può essere piccolo in un altro. Agilità, prontezza di risposta e prestazioni superlative sono le carte vincenti delle 8 cilindri, chiave d’accesso alla leggenda Ferrari. Qui a Ginevra ecco al debutto la sua erede, il cui nome è “F8 Tributo”. Come è tradizione della casa, l’asticella si alza sempre e mai si son viste prestazioni così elevate da un V8 del “Cavallino” in modalità stradale di serie. Per iniziare qui vi sono già di partenza 50 cavalli in aggiunta, che portano ad uno strabiliante 185 cavalli/litro. Con un peso inferiore di 40 kg, un’aerodinamica del 10% ancor più efficace e dettagli tecnici di primissimo livello, come la termica del propulsore ripresa dalla cattiva “488 Pista”, la rendono una vetrina tecnologica tutta da gustare in pista. Ma grazie alle diverse modalità di guida attraverso le posizioni del manettino, la grande differenza è che nella F8 Tributo, un guidatore di capacità medie, può portare la coupè al limite in piena sicurezza, nei limiti della fisica s’intende. Già da più di un decennio le mitiche Ferrari non sono più dei cavalli imbizzarriti difficili, se non impossibile da domare, ma qui ci si può sentire Vettel anche andando in ufficio. I numeri non dicono tutto, sono freddi e senza anima, ma sono una cartina tornasole obiettiva e oggettiva sulle capacità intrinseche di qualunque cosa, oggetto o persona che sia. Ebbene se già i 720 cavalli la dicono lunga sul V8 di 3.9 litri, sono anche gli 8000 giri al minuto che lasciano impressionati, considerando la cubatura non elevatissima e soprattutto la sovralimentazione che solitamente mortifica l’allungo avvantaggiandosi in basso. La coppia corposamente mostruosa di 770 Nm è a 3250 giri, ciò vuol dire disponibilità del motore sempre e in abbondanza. Con un peso con carburante e conducente di poco superiore ai 14 quintali e con cotanta generosità da un cuore potente, le prestazioni non possono che essere elevatissime, ai vertici delle vetture di serie, con una punta velocistica pari a 340 km/h e scatti brucianti, sia nel breve che negli allunghi, come dimostrano i soli 2,9 secondi sul classico 0-100 km/h ed i 7,8 secondi per raggiungere i 200 km/h. Il risultato lo si riscontra in pista, e quella della casa emiliana, ovvero il tracciato di Fiorano, dice che il tempo di 1 minuto e 23 secondi fatto registrare dalla precedente 488 GTB, è stato abbassato di mezzo secondi dalla nuova creatura. Più lunga e più larga, ma più leggera, più aerodinamica, rimane non solo spaventosamente efficace alla guida, ma anche e soprattutto bella da guardare anche da ferma, come un classico gioiello che da sempre la vetrina di Maranello mostra al Mondo. Soluzioni prese in prestito dalle monoposto che si danno battaglia nei GP, non hanno obbligato i designer a scendere a dei compromessi ostili con lo stile. Acquattata, aggressiva, filante, sprigiona velocità da ferma, ma è anche fluidamente discreta, non disdegna la tuta da pilota e neppure la giacca e la cravatta.. se solo ci si sofferma sul frontale i fari a led ancor più sottili, oltre ad essere uno sguardo accigliato sull’asfalto ha regalato spazio aggiuntivo per prese d’aria atte al raffreddamento dei freni, aumentando in tal modo la capacità reattiva di arrestarsi del coupè senza per questo aver necessità di un impianto ancor più grande e quindi pesante. Posteriormente come non perdersi nei ricordi di circa tre decenni fa quando la mitica F40 metteva l’abito sexy per mostrare il suo generoso cuore attraverso il lunotto trasparente. Gli interni sono la conseguente evoluzione della ergonomia moderna.

 

 

 

 

Ferrari F8 Tributo

 

Ferrari F8 Tributo


 

Ferrari F8 Tributo

 


 

Ferrari F8 Tributo

 


 

Ferrari F8 Tributo

 

 

 

 

 

 

 

FIAT Centoventi " Concept "   


 

Luglio 1899. Data di fondazione della grande casa automobilistica italiana FIAT. Quindi sono 120 anni che questa azienda è un caposaldo nazionale e non solo. Se probabilmente il simbolo dei suoi prodotti può essere ritrovato nella piccola “500”, non di meno lo è l’altra city car per eccellenza, quella Panda che dal 1980 in tre generazioni ha convinto oltre 7 milioni e mezzo di clienti. Nata nel 1980, la prima serie è durata 24 anni, qundo già nel 2003 una simpatica seconda serie completamente inedita entrava nel mercato, per lasciare spazio nove anni dopo alla terza ed attuale versione, che è divenuta al contempo la vettura più venduta in Italia, tanto è cresciuta in termini di guidabilità, comfort e versatilità. La quarta generazione non è lontana ed il Salone di Ginevra porta in dote la concept “Centoventi”, in onore della tenera età di mamma FIAT, prefigurando la nuova Panda che dovrebbe vedere la luce l’anno prossimo. Ma la “Centoventi” è molto di più che la futura Panda, è come vede, la FIAT, nei prossimi anni a venire, praticamente domani, la mobilità cittadina e non, soprattutto attraverso l’impatto zero, quindi con una propulsione alternativa al motore termico, in questo caso elettrica. Due sono i grandi quesiti in questi anni di rodaggio a livello mondiale della mobilità libera elettrica, il prezzo di acquisto e gestione, oltre al grande problema dell’autonomia. Come fu negli anni Cinquanta la “500” ed in seguito la Panda negli anni ottanta, entrambe furono il segno della libertà di acquisto e gestione di una propria vettura da parte della massa. Oggi l’elettriche sono poco avvicinabili dalla stragrande delle famiglie italiane, ma anche continentali. Ma Fiat ha sempre permesso a tutti di guidare senza rinunce, perché se l’idea è buona deve essere accessibile a chiunque e non a pochi eletti. La grande sfida di questo prototipo è far sì che la mobilità elettrica non sia vincolata dal potere di acquisto. Dal punto di vista tecnologico e di marketing è molto innovativa dato che permetterà una libertà di personalizzazione sino a qua sconosciuta nel mondo dell’automobile e non solo. Fatta la struttura portante comune a tutte, il cliente potrà decidere in qualsiasi momento di cambiare pelle alla sua macchina attraverso al programma che Fiat ha ideato chiamato “4U”, dove si potrà scegliere tra 4 tettucci differenti, come 4 copriruota, 4 paraurti oppure 4 pellicole esterne. Praticamente il cliente si fa in casa la sua serie speciale a seconda del gusto del momento; questo anno mi sento molto allegro e spensierato e allestisco la mia auto in un modo, oppure più avanti vivo un periodo di grande sportività e come un biglietto da visita la mia vettura si modificherà nei dettagli parlando di me. Già nella fase di lancio Fiat ha già studiato ben 120 accessori che renderanno la propria “Centoventi” differente da qualunque altra. Mentre 6 accessori personalizzabili saranno obbligatoriamente installati dalla concessionaria e stiamo parlando del tetto in policarbonato, la livrea, i paraurti, lo strumento di guida Lingotto, il portellone posteriore digitale e le batteria, ben altri 114 accessori della Mopar potranno essere scelti e comprati via internet installandosi a casa propria, come l’impianto audio, i cuscini della selleria e i diversi vani portaoggetti sulle portiere e plancia. L’idea è di creare un gruppo di appassionati che come si faceva da ragazzini con le figurine, si potranno scambiare i propri accessori attraverso il commercio on-line. L’abitacolo, oltre ad essere ampio e luminosissimo ricorda concettualmente la rivoluzionaria Panda di Giugiaro prima serie, dove in meno di 3 metri e mezzo sembrava di vivere in un appartamento grazie all’ingegno di una plancia scavata o ai sedili molto snelli. La plancia stessa, al pari delle portiere, è una sorta di calamita dove incastrare diversi accessori disponibili, insomma un gioco di incastri a mo di mattoncini. Tutti i sedili sono facilmente mutabili, con il divano posteriore è una panca che può arretrare, a differenza dello schienale che ruotando trasforma il vano posteriore in una cargo da trasporto. Design, semplicità e materiali inediti, come per la seduta, dove impera una plastica in resine poliliolefiniche, che trattata attraverso un rivoluzionario sistema brevettato, porta ad un peso che è un terzo rispetto alla plastica modellabile convenzionale, come le schiume. Di aspetto simpatico e con la possibilità di avere qualsiasi tipo di colore e trattamento come il metallizzato o perlato è anche morbido al tatto, oltre tutto, come materiale, non attira i microbi, resiste ai raggi UV ed è totalmente lavabile. Se la plancia è un richiamo storico alla vasca pratica della Panda che fu’ riletta in chiave ultra moderna, è il quadro strumenti a colpire ancora di più, disponibile in due varianti. Una riprende pari pari lo strumento di questo decennio, ovvero il cellulare, abbinandosi ad esso attraverso il proprio schermo da 10 pollici, oppure, nella seconda scelta è presente una doppio display integrato per un cluster da 20 pollici. Questa è la soluzione con il quadro strumenti “Lingotto”, chiamato così perché ilo design riprende la famosa fabbrica torinese “Lingotto”. Interessante come una scelta industriale di produzione sia direttamente integrata al business della personalizzazione. Infatti di base la struttura uscirà dalle linee in un solo unico colore che è quello della lamiera trattata, ma la pelle sarà su ordinazione del cliente e attraverso la tecnica del wrapping, non solo il cliente potrà andare dal suo concessionario quando vorrà e farsi ri personalizzare delle superfici quando lo desidera, ma sarà anche a buon mercato, perché grazie alle superficie concepite lisce e piatte senza fronzoli e nervature, saranno facilmente lavorabili ed in tempi ridotti. Semplice ma allo stesso tempo innovativo il tetto che qui prende proprio le veci di un coperchio visto che la vettura nasce con una struttura aperta e sarà il cliente a decidere il cappello e non si intende solo il colore, ma la tipologia, ovvero potrà considerare il classico tetto in policarbonato bicolore, oppure con cargo box integrato ad esso direttamente, ma anche, come un classico di altri tempi, in tela apribile ( chi ricorda la Panda Cafè ? ). Ma non finisce qui dato che in tempi moderni farsi dare una mano da energie alternative non guasta. Allora un tetto dotato per intero di pannello solare con celle fotovoltaiche in grado di regalare 50W di corrente per climatizzazione, strumenti o il grande display sul portellone posteriore. Dove compare ad auto in movimento il marchio FIAT, da ferma può essere un display in cui inserire un messaggio per la collettività. Un modo alternativo e simpatico per essere ancora più social, in sicurezza. Per quanto riguarda l’alimentazione elettrica del prototipo, nasce di base con una batteria in grado di garantire un’autonomia di 100km, ma peri macinatori di chilometri, è possibile comprare o prendere a noleggio per quando occorrono, sino a tre batterie aggiuntive con un’autonomia accresciuta di 100km a singola batteria. Batterie che essendo sotto il pavimento, hanno anche lo scopo di portare il peso della vettura il più in basso possibile per una tenuta di strada migliore, al contempo più sicura e più divertente. In più è possibile dotare di una batteria asportabile installabile sotto il sedile per ogni utilizzo, privato a casa, ufficio o aumentare ulteriormente l’autonomia della vettura. I dati sulla vettura comunicati sono dimensionali e parlano di una lunghezza di 3680 mm, per una larghezza di 1740 mm che diventano a specchietti retrovisori aperti 1846 mm, per un’altezza di 1527 mm, per un bel passo di 2430 mm. Poco più lunga della Panda attuale, ma molto più larga e un poco più bassa, ottime credenziali per abitabilità e stabilità.

 

 

 

Fiat Centoventi Concept

 

Fiat Centoventi Concept

 


 

 

Fiat Centoventi Concept

 

 


 

 

Fiat Centoventi Concept

 

 


 

 

Fiat Centoventi Concept

 

 


 

Fiat Centoventi Concept

 

 


 

 

Fiat Centoventi Concept

 

 

 

 

 

 

 

 

FIAT 500 / 500L / 500X "  120 "  


 

 

L’ampia famiglia dell’oramai marchio di fabbrica di casa”500”, si mostra in quel di Ginevra in una veste celebrativa proprio del grande brand Torinese che compie in questo 2019 i suoi primi 120 anni di storia. E non poteva che essere il suo prodotto più iconico di sempre a fregiarsi del logo “120”. Sono infatti la capostipite piccolina 500 3 porte e cabrio, la monovolume da famiglia 500L e la grintosa suv compatta 500X a portare le candeline che non sono poche per un’azienda in genere. Eleganza e connettività con il mondo sono alla base di questo speciale allestimento. Infatti in primo equipaggiamento è presente il meglio dell’impianto Uconnectd da 7 pollici ad alta definizione con schermo tattile compatibile con il proprio smartphone. Ciò permette di essere collegati con il mondo senza la minima distrazione alla guida che vuol dire più relax, più confort e soprattutto molta più sicurezza. Prende l’occasione la raffinata suv per giocare in modo elegante con il doppio colore di carrozzeria, una sua prima assoluta, a differenza delle sue sorelle, già abitudinarie a queste scelte d’abito. Molto classica e nobile il tetto a contrasto con la carrozzeria, dove anche altri dettagli ripercorrono la strada del conflitto cromatico, come le calotte degli specchi retrovisori neri, al pari dei profili laterali in nero lucido, le cornici dei cristalli cromati, come gli stessi cerchi in lega neri da 16 pollici, disponibili anche in 17 pollici. La sicurezza e lo stile vanno di pari passo anche nei frontali con i fari Full Led, che hanno una potenza luminosa maggiore del 160% con un consumo elettrico inferiore del 66% rispetto alle tradizionali lampade alogene. Molto eleganti i rivestimenti della 500X, al pari della 500L in color rame che esaltano i poggia braccia imbottiti sulle portiere in vinile esaltati dalla plancia centrale in nero lucido. La sicurezza è di casa con sensori di crepuscolare e pioggia per fanali e tergicristalli, oltre ai sensori di aiuto al parcheggio. Per la 500X “120” i motori disponibili sono quelli più equilibrati e morigerati come i due benzina, ovvero il modernissimo 1.0 Turbo da 120cv ed il morbido 1.6 16v da 110cv. Immancabili il due diesel più piccoli, l’oramai storico gioiellino 1.3 Multijet da 95cv capace di economie elevatissime, per non dimenticare il vivace e risparmioso 1.6 Multijet da 120cv, gestiti da cambi manuali tra le 5 e sei marce. Per la piccolina sia in versione chiusa che “C”, cromature aggiuntive, cerchi in lega in tinta rame da 16 pollici, tetto nero in contrasto con la carrozzeria, al pari della capottina in tela della cabriolet. Stesso trattamento nell’abitacolo e stessa ricchezza di equipaggiamento. Tutti e tre i propulsori a benzina sono disponibili con il “120”. Anche per la monovolume si possono scegliere i tre motori della gamma, ovvero il benzina aspirato 1.4 16v da 95cv e i due morigerati diesel di 1.3 litri Multijet da 95cv abbinabile anche al classico robotizzato Dualogic ed il più corposo 1.6 Multijet da 120cv.

 

 

 

Fiat 500L 120

 

Fiat 500L 120


 

Fiat 500L 120

 

 

Fiat 500X 120


 

Fiat 500X 120

 

 

 

 

 

 

 

FIAT Panda " Connected by Wind "


 

 

Una macchina a forma di cellulare? Non proprio anche se il nome di questa particolare versione è tutto un programma. Un celeberrimo modello che da quasi quattro decenni sgattaiola per le strade di mezzo mondo ed una famosa compagnia telefonica si uniscono per dare vita alla nuovissima Fiat Panda “Connected by Wind”. In Italia sarà disponibile fra un mese e si riconoscerà oltre che per il marchio “120 Connected by Wind”, per la protezione sottoscocca in nero lucido, al pari delle maniglie delle portiere ed i cerchi in lega da 15 pollici bicolore. Ma è la sua speciale connettività che fa la differenza su tutto. Tramite il “Wind Pack”, su questa esclusiva versione attraverso un collegamento internet 4G, si sarà sempre collegati alla rete della Wind Tre, mentre si è fermi o in movimento, perché è in dotazione il router wi-fi “Linkzone 4G”con una sim dati specifica Wind con capacità di traffico al mese pari a 50GB. Si è in compagnia durante il viaggio? Nessun problema, visto che sarà possibile sino a 15 dispositivi, senza perdere velocità di trasmissione dati. Si guida e si scaricano dati, file, musica, foto, video, insomma tutto quello che si può fare da casa senza utilizzare il credito di Giga byte del proprio operatore telefonico principale. Caspita, sono arrivato a destinazione è non voglio interrompere lo scambio di dati? Nessun problema, il router wi-fi non è fisso, ma asportabile, quindi, ci accompagna in uffico, a casa, al parco o in spiaggia, infatti grazie alla batteria presente in esso e ricaricabile anche in auto attraverso la presa da 12V, si è certi di avere qualche ora di autonomia. La Panda è sempre stata un’icona di spostamenti in libertà , quindi nessuna paura di valicare le Alpi, visto che in roaming il servizio è disponibile in tutta l’Unione Europea. Tanta modernità nel più classico dei propulsori Panda, ovvero il parsimonioso ed equilibrato 1.2 da 69cv a benzina, tanto semplice quanto robusto.

 

 

 

Fiat Panda Wind

 

Fiat Panda Bonnected by Wind

 


 

Fiat Panda Wind

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MASERATI Levante " Trofeo Launch Edition "  


 

 

La grande suv da famiglia del Tridente si presenta a Ginevra in una edizione che più speciale non si può, una versione praticamente da collezione, visti i soli 100 modelli così equipaggiati. La Levante “Trofeo Launch Edition” ha un frontale certamente imponente ma anche raffinato con un barre verticali rifiniti in Black Piano all’interno della calandra che esalta l’aggressività della presa d’aria sottostante a nido d’ape e nessuna cromatura sulle maniglie che riprendono la tinta della carrozzeria circostante. Ai più grintosi non passeranno certamente inosservati i dettagli in fibra di carbonio con trattamento laccato come le minigonne laterali, l’estrattore posteriore, al pari delle mostrine delle prese d’aria sul frontale come lo splitter basso. Gli stessi sedili sono oltre che belli da vedere e raffinati, molto avvolgenti e corsaioli, in prestigiosa pelle naturale “Pieno Fiore” che riportano ricamato la firma “Trofeo” sui poggiatesta. La fibra di carbonio impera incontrastata anche in plancia, portiere e mobiletto centrale all’interno dell’abitacolo. Ma in questa speciale suv Modenese non si è rapiti solo dai particolari estetici. Qui c’è sostanza da vera sportiva, da Gran Turismo solamente con seduta molto più alta da terra. Si parte dagli enormi cerchi in alluminio forgiato da 22 pollici che possono essere scelti ad effetto opaco o lucido dalle cui razze emergono la imponenti pinze freno della Brembo anch’esse disponibili inn quattro varianti di colore, dal classico rosso sportivo, al cattivo giallo, all’elegante argento, sino all’estroso blu. Le sospensioni sono specifiche viste anche le possibilità velocistiche per merito del 8 cilindri a V Twin Turbo da 3.8 litri che si traducono in una velocità massima a ridosso dei 300 km/h ed uno scatto sullo 0-100 km/h in soli 4,1 secondi. Il tutto reso facile da una specifica trazione integrale Q4 ed un cambio automatico a 8 rapporti della ZF modulato per questa “Trofeo Launch Edition”. Non a caso nelle diverse mappature dello stile di guida, rispetto alle altre Levante tradizionali, qui vi è la possibilità di scegliere un settaggio chiamato “Corsa”. Un nome che è tutto un programma.

 

 

 

 

Maserati Levante Trofeo Launch Edition

 

Maserati Levante Launch Edition


 

Maserati Levante Trofeo Launch Edition

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

MASERATI Quattroporte-Ghibli-Levante " S Q4 " 


 

 

Ancor più sportività ed eccentricità in questo specifico allestimento dedicato alle tre versioni a trazione integrale delle Levante, Ghibli e Quattroporte, con le berline abbinabile sia alle versioni Gran Lusso che Gran Sport, mentre per la suv solo nelle vesti di Gran Sport. In queste edizioni “S Q4” il raffinato abitacolo con rivestimenti firmati Zegna sono la firma distintiva, perché Maserati è già un simbolo di personalità, ma si vuole elevare ulteriormente la specificità dei propri modelli, attraverso anche alla collaborazione di prestigiosi brand come la società nazionale leader nel trattamento del legno per arredi di lusso “Giorgetti”, oppure la “De Castelli” riconosciuta azienda nella lavorazione dei metalli.

 

 

Maserati Quattroporte Nerissimo Edizione

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

MASERATI GranTurismo " MC Grigio Lava "  


 

 

Da dodici anni è una delle vetture, anche nello stesso rarefatto mondo delle coupè di alta gamma, che più mette d’accordio tutti, bellissima, elegante e cattiva all’ennesima potenza. Velocissima ed efficace in pista, anche se non estrema, ma con un vestito da sera che neppure le limo più aristocratiche sanno indossare, il tutto condito da quel sound che non può colpire al cuore. A questo Salone di Ginevra, eccola in una inedita e forse ultima speciale versione la GranTurismo MC, spinta sempre dal suo poderoso 8 cilindri a V di 4.691 centimetri cubici aspirato ( ancora non coinvolto nel modernismo della sovralimentazione ) capace di 460 cavalli ed una corposa coppia di 520 Nm. Velocità che supera di un soffio i 300 km/h e raggiunge i 100 orari con partenza da ferma in appena 4,5 secondi. Ma se questa coupettona da quasi cinque metri di lunghezza e capace di accogliere quattro adulti in un abitacolo ampio e confortevole si porta accanto al nome il suffisso “MC” che sta per “Maserati Corse”, ovvero il DNA più pistaiolo del brand modenese. Per esaltare questo spirito da circuito si presenta in un’inedita carrozzeria in tinta “Grigio Lava Matte” trattato in modo satinato. Dettagli grigio e neri dominano su tutto, ricordando che l’asfalto è il suo pane quotidiano.

 

 

Maserati GranTurismo MC

 

Maserati GranTurismo MC

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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